Il 29 ottobre 2014, un utente con il nome «mangiafuoco59 Roma, Italia» — recensore qualificato con 44 recensioni su TripAdvisor — pubblicò una recensione intitolata «Evitare» sul ristorante Do Forni a Venezia, gestito da Eligio Paties dal 1973. La recensione affermava: «Sporchi, cari e maleducati» e «Ho trovato persino uno scarafaggio nella pasta».
La rimozione e la ricomparsa
TripAdvisor rimosse la recensione dopo le proteste del ristorante. Ma due giorni dopo, lo stesso utente la ripubblicò identica. TripAdvisor non intervenne sulla seconda pubblicazione.
La sentenza
Il giudice Paolo Talamo della Terza Sezione Civile del Tribunale di Venezia stabilì che la recensione era «non frutto di reale esperienza» e «preordinata a danneggiare il ricorrente». Le prove: l'anonimato del recensore, errori tipografici identici in entrambe le versioni (testo preparato in un documento esterno), e contraddizioni interne.
TripAdvisor fu ordinata di rimuovere la recensione e monitorare che non riapparisse. La sentenza — prima condanna italiana contro TripAdvisor — dovette essere tradotta in inglese e notificata alla sede del Massachusetts.
Cosa rivela questo caso
Il caso Do Forni stabilì che i tribunali italiani possono ordinare a TripAdvisor di rimuovere recensioni false. Ma il fatto che una piattaforma rimuova una recensione e poi la lasci riapparire due giorni dopo dimostra che la moderazione non è una priorità.