Nel gennaio 2023, una travel blogger contattò via email Daniele Usai, chef stellato Michelin de Il Tino a Fiumicino. Si presentava come «fondatrice dell'unica community femminile di travel blogger d'Italia» e proponeva: un pranzo gratuito per 5-7 persone, in cambio di promozione sui social.
Dettaglio critico: la blogger non aveva nemmeno controllato gli orari — Il Tino è chiuso a pranzo. Inoltre, il suo seguito su Instagram era inferiore a quello dell'account privato di Usai.
«Se vorrete venire presso uno dei nostri ristoranti ne saremo lieti, ma sia chiaro, pagherete il conto come tutti i nostri ospiti.»
— Daniele Usai, risposta pubblicata su Facebook
Un sistema «marcio»
In un'intervista al Messaggero, Usai definì il sistema «marcio», denunciando lo sfruttamento dei chef più giovani. Rivelò anche che dopo il COVID fu perseguitato per due anni da una donna che si spacciava per giornalista, chiedendo settimanalmente di cenare con 6 persone del suo entourage.
Cosa rivela questo caso
Quando un'influencer con meno follower dello chef chiede pranzo gratis per 7 persone in un ristorante chiuso a pranzo, la pretesa è grottesca. Ma per chef meno affermati, rifiutare significa rischiare una recensione negativa. È un sistema di ricatto implicito.